Addominoplastica, quando il risultato non è come speravi

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addominoplasticaGli interventi di addominolpastica sono tra i più richiesti in questi ultimi tempi. Si tratta infatti di un intervento molto sicuro, purché sia eseguito con una certa perizia e mantenendo gli standard di sicurezza richiesti. Purtroppo però non sempre le cose vanno come ci si aspetta, sia dal punto di vista estetico, dove capita che si ottengano risultati diversi da quelli sperati, ma anche dal punto di vista delle complicanze che, sebbene molto rare, possono capitare se tutto non viene eseguito a regola d’arte. Ogni anno, infatti, si registrano comunque delle richieste di risarcimento danni anche in questo ambito. Vediamo quali sono i rischi più comuni.

Rischio di sieroma

Per poter praticare l’intervento di addominolpastica è necessario andare a scollare diversi tessuti, scollamento che implica pertanto un lungo processo di guarigione con produzione di siero. Questo deve essere raccolto per le successive 48 ore dopo l’intervento per mezzo di un sistema di drenaggio, in questo modo si riduce il rischio di sieroma. Se tutto questo non viene eseguito nel dovuto modo, il rischio di sieroma può diventare elevato e comportare diversi disagi al paziente. La soluzione, in tal caso, è quella di aspirare con siringa. Sebbene sia un evento raro, il risultato, in questo caso, potrebbe essere compromesso.

I rischi di infezione

Incorrere in un’infezione in seguito a un intervento di addominoplastica è un evento molto raro, tuttavia può capitare se tutte le precauzioni non vengono prese o non vengono seguite a modo le linee guida. Ci sono protocolli di sanificazione ai quali ci si deve attenere sia per quanto riguarda il trattamento del paziente che per quanto riguarda la sterilizzazione del sito e della strumentazione operatoria. Un dettaglio che non va assolutamente trascurato è il filtro dell’aria, anche questo va periodicamente controllato e il ricambio dell’aria effettuato secondo protocollo.

Tuttavia, delle volte può capitare che dopo l’intervento la sede dell’intervento si infetti. Generalmente si risolve tutto con un’adeguata terapia antibiotica, ma in qualche caso è stato necessario ricorrere a un secondo intervento.

Le cicatrici

Uno dei temi di ricorso al risarcimento danni è quello prettamente estetico, nella maggior parte dei casi legato proprio alle cicatrici lasciate dal bisturi. Il punto è che si cerca di modificare al meglio un parte del proprio corpo, vuoi perché i chili in eccesso, dopo un forte dimagrimento, hanno lasciato vuoti centimetri di pelle inaccettabili, vuoi perché la diastasi dei muscoli addominali era troppo evidente, in ogni caso la necessità era quella di andare a migliorare il proprio aspetto, non certo quello di peggiorarlo.

Purtroppo però in qualche caso è esattamente quello che accade. Allora vediamo che,  generalmente, le cicatrici che restano dopo l’intervento sono molto sottili e scarsamente visibili. Può capitare, però, che alcune di queste, nonostante il passare del tempo, restino evidenti, arrossate e in rilievo. La soluzione per questo difetto è quello di ricorrere nuovamente all’intervento chirurgico dove si andranno a sturare i lembi a strati. Il paziente deve obbligatoriamente stare sdraiato per alcuni giorni. Se ancora il problema non si risolve, è molto probabile che la responsabilità sia da ricercare in un errore di valutazione o di esecuzione del chirurgo.