Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli

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Ponte_del_Diavolo_800x535Cividale del Friuli è una ridente cittadina in provincia di Udine, molto piccola ma anche molto graziosa.

Una delle più famose attrattive della cittadina è senza dubbio il ponte sul Natisone, che viene chiamato Ponte del Diavolo. Si tratta di un ponte molto antico: prima effettuato in legno, venne poi costruito in pietra prima del 1500 e lastricato. Tuttavia durante la disfatta di Caporetto fu fatto saltare in aria per impedire il passaggio al nemico. Ricostruito l’anno seguente, nel 1845 rischiò di essere distrutto nuovamente dai tedeschi ma fortunatamente resse. Quindi il ponte, come lo vediamo oggi, è sostanzialmente lo stesso che venne ricostruito nel 2018 dopo che quello originale era stato fatto saltare in aria durante la battaglia di Caporetto.

Il Ponte del Diavolo è stato costruito in modo da resistere alle forti piene del fiume Natisone: una delle sue particolarità è che l’arcata centrale poggia su un macigno naturale.
Oggi il Ponte del Diavolo è una famosa attrazione della cittadina udinese per la leggenda popolare che si narra in città. Si ritiene, infatti, che il famoso ponte fu costruito proprio da Demonio il quale in cambio aveva stretto un patto coi cittadini: voleva l’anima di uno di loro.

La fantasia popolare ha costruito una originale e inquietante storia che spiegherebbe le origini soprannaturali del Ponte del Diavolo.
Secondo la leggenda, che comunque ha diverse varianti, i cittadini di Cividale si erano riuniti e si chiedevano in che modo avrebbero potuto edificare un ponte che collegasse le due estremità del paese.

Non riuscivano a trovare un modo, neppure dopo tanti sforzi. Così, alla fine, decisero di chiedere aiuto al Diavolo.
Il Diavolo acconsentì volentieri: sostenne che avrebbe edificato egli stesso il ponte, ma in cambio voleva qualcosa di molto prezioso. Voleva l’anima del primo che fosse transitato sul ponte.
I cittadini si accordarono e così il diavolo, in una sola notte, costruì il ponte. Secondo la leggenda, fu la madre del demonio a portare il grosso macigno sul quale poggia il ponte nel mezzo del fiume, a sostegno della struttura.

La mattina seguente, il demonio venne a chiedere che il patto fosse rispettato. Mentre i cittadini di Cividale, disperati, cercavano di decidere chi sarebbe passato sul ponte, un gruppetto di ragazzini che stava correndo dietro ad un cane fece sì che il cane corresse sul Ponte del Diavolo. Così il demonio ebbe la sua anima: ma era pur sempre l’anima di un cane e non di un uomo. Beffato ed infuriato, il demonio se ne andò e lasciò in pace la città.